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Signorina O***, terribile, e anche molto ricca. Dove aveva imparato a rovesciare gli occhi così? La tinta della sua pelle era prodigiosa; ma del tutto naturale: diafana! Pareva non nata come nascono tutte le donne, ma ricavata da uno scultore magico per entro la polpa di quelle pesche cotogne che sono gialline gialline. Vestiva con una personalità straordinaria; cioè sempre abiti di un colore diafano, sbiadito, intonato al colore della pelle. Io non so dire se era bella, perchè io ero mezzo stregato. «Nasconda quella lingua,» io le diceva, perchè ogni tanto lei metteva fuori dalle labbra la puntina della lingua: questa però non era diafana, ma rossa. «Nasconda almeno quelle gambe,» perchè lei aveva l'abitudine di mettere in esposizione le gambe, diafane ancora quelle, cioè con scarpette e calze di seta, sempre color diafano. «La turbano?» «Non mi fanno dormire!» Mi diceva nettamente: «Se mi vuole sposare, signor Sconer, approfitti finchè sono libera». Io la avrei anche sposata, ma è che essa era contro-indicata ad uno dei due fini per cui io intendevo di accedere al matrimonio. Lei non voleva avere figliuoli «perchè questa operazione rovina la pelle». Io volevo aver lei, ma anche [pg!24] l'erede. Lei sì, la potevo avere, ma l'erede no. «Sono i contadini — affermava — che si sposano per aver figliuoli».

Essa inoltre pretendeva come condizione di matrimonio che il marito facesse, ogni mattina, esercizi, per venti minuti, con manubri da venti chili.

Anche questa signorina mi ha fatto molto soffrire.

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Signorina P***, che può essere bella o brutta, secondo che vi pare. La ho conosciuta in villeggiatura. Essa va sempre in bicicletta. Quando va a piedi cammina con passo sgraziato. Eppure è graziosa! Si può calcare su la testa il feltro di suo babbo, si può buttare — come fa — su le spalle la maglia della nonna, ma è elegante lo stesso. Ha denti di can cerviero, naso appuntito, mento appuntito, due occhi in punta nera: tutte queste cose in punta hanno una mobilità che producono il capogiro. È pallida come la cera, ma non è mai ammalata. Ha i capelli lunghi, ondulati, feroci, a cui fa fare i giuochi attorno alla testa come se fossero biscie. A tirarli, le arrivano sino al ginocchio. Ed è proprio vero! Come ha fatto ad avere una laurea se per studiare bisogna [pg!25] star fermi? Si vede che si può avere una laurea senza studiare.

Ma a sentirla chiamare dottore, mi fa un certo effetto.... Ha una sua voce fresca, aspra, saltellante, che non si capisce mai quello che vuol dire, perchè non conclude mai. Non si adira mai: tutt'al più manda un grido di gazzella. Cosa farà? Dove andrà? Come finirà? Non si sa! Eppure è assennata.

Non cerca: è cercata, ma se ne strafotte, perchè lei dice anche le parolacce. Eppure è damigella!

Subisce un fidanzato ufficiale: un giovane di ricca famiglia. Costui la segue a fatica in bicicletta. Lei lo chiama: «Idiota, idiotino, imboscato, imboscatissimo, figlio di papà». Lui è felice. Non mi pare una signorina adatta per il matrimonio, e glielo ho fatto garbatamente capire, presente il fidanzato. Risponde lei: