— Ma mi permetta: non teme lei che a mangiare così le possa far male al corpo?

— Male al corpo, Sconer? In che modo? Io non mi sono mai accorta di avere un corpo.

— Io, sì.

Sospirai profondamente.

[pg!228] — Dunque, contessina, deliziosa l'acqua, delizioso il vino, deliziose le cetonie, delizioso il prosciutto: tutto delizioso....

— Ah, sì, Sconer; forse anche la morte, deliziosa; ma non ne ho la sensazione: mi pare di non dover morir mai.

— Anch'io, contessina. Cioè, deliziosa la morte no; ma voglio dire che anch'io ho la sensazione di non dovere morire mai. Così che se noi due fossimo marito e moglie, non moriremmo mai.

— Ah, ah, ah! — Dà in uno scoppio di risa sconcertante che le si vede sino alla gola.

— Come Filemone e Bauci.

Non conosco questi signori, ma mi pare che lei prenda la cosa in giuoco.