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Mi pareva di essere sopra un'altalena.

Lei aveva certi occhi assenti, e mi faceva quasi compassione.

Il sole aveva girato, e pendeva sopra di noi; per la campagna era un gran silenzio e mi sembrò che nel mondo fossimo rimasti soli io e lei.

La scossi un pochino, le presi la manina, e le dissi queste cose di cui anche adesso mi meraviglio: — Contessina, dia retta a me.

— Che cosa?

— Perchè, contessina — dissi con la mia voce [pg!239] più insinuante — invece di pensare a tante cose tremende, a tanti uomini in grande stile, come Mosè, Attila, Napoleone, Cioccolani, lei non ha mai pensato ad un uomo di stile più modesto, ma più accessibile, più pratico....

Mi guardò.

— Mi guardi, mi guardi: guardi pur me, contessina: ad un uomo — voglio dire — perfettamente gentleman, ordinato, equilibrato, fedele compagno....

— Un marito come si dice nella comune terminologia?