— È stata una favorevole combinazione. Era prima dei conti Tornamali, e adesso è mia proprietà.

Sbuffa.

— Cosa c'è da sbuffare, caro conte?

(Io lo chiamo così in omaggio alla contessa sua moglie: ciò a lui fa piacere e a me non fa danno).

— È che le vecchie case se ne vanno....

— E vengon su le nuove — dico io.

— E anche il giardino è vostro?

[pg!64] — Si intende.

— Già, così è. Voi potreste esser capace di mettere qui un cameriere in istile, invitare ad un garden-party, parlare anche di arte, fare anche della beneficenza....

— Non ci trovo niente di straordinario.