Una testa grigia e due altre testoline bionde, care per diverso, ma non meno vivo amore, si scossero al nostro arrivo. La mano toccò la mano, le labbra le labbra.

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Quando fu piena la notte, giunsero al mio orecchio il respiro del mare e il respiro dei bambini, dormenti nella stanza vicina. La notte era azzurra, rotta qua e là da splendori d'oro: le capanne dei pescatori che si ridestano. Le stelle trapuntano il cielo come un confuso ricamo: il mare le riflettea con un moto invisibile, onde in me ricorse quella illusione che riappare talvolta in chi è infermo per estenuazione della mente, ovvero in chi ha il cervello ebro di passione come in quella mattina a Lama Mocogno, quando vidi le piramidi nere dei monti elevarsi verso la stella di Venere: forse è un germe lasciatoci dall'anima primitiva del genere umano: «Non sarebbe improbabile che Dio esistesse».

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Di chi è questa voce che si diffonde pei campi?

È la voce del turpe rospo terrestre. Egli suona nell'aria calma come una pura campana di cristallo.

V. La vecchia e il porcello.

Bere il caffè e fumar la pipa al fresco d'estate è un piacere degno di Giove Olimpio; però ciascuno si può cavare questa voglia, se ha l'abitudine di alzarsi presto.

Tuttavia il godimento è tanto maggiore, quanto più uno lo ha condito in antecedenza col lavoro e con la fatica salutifera.

Da questo lato non ho rimorsi nel mio ozio, e perciò con letizia maggiore che non si possa pensare, bevo il caffè e fumo la pipa, la mattina, all'ombra di questa casetta di pescatori.