— Ma ringraziate il Signore che vi ha dato la salute, — dissi io.
— Ah, vorrei vedere che non ci fosse quella! — saltò su la Giovanna, e brandì il mestolo contro il Signore, che abita nel cielo.
L'uomo fece quietare la donna e disse rivolto a noi due:
— Tutto il male per noi sta qui: se c'è la colazione non c'è la cena; se si rimedia un paio di scarpe, manca la camicia; si arriva a comprare un sacco di polenta e manca l'olio. Insomma, sempre manca qualche cosa. Io domando: per che cosa ci ha messo il Signore a questo mondo, noi altri poveri? Io non lo so. Non c'è abbondanza che di questi qui, — e indicò i figliuoli. — Ma che fatica farli.... (ed espresse con opposito verbo la operazione dell'alimentare).
— Quella donna in fondo è logica, — osservò il mio compagno. — Il Signore, o chi per lui, ha il dovere di dare a questa materia umana in istato grezzo, almeno la salute. Vivono come bestie; ma se ci pensa un poco, vivono più fisiologicamente di noi, quindi hanno una resistenza organica che noi non possediamo più. Che cosa vale che un consiglio comunale o governativo vi fabbrichi un regolamento d'igiene; che gli scienziati studino gli agenti patogeni delle malattie, quando la nostra vita sociale ci costringe a violare continuamente le leggi del vivere naturale? Qualche volta la natura è seccata: prende a caso qualche violatore e lo stronca; rompe o stroppia un'arteria, ed ecco di un dominatore fatto un automa balbettante; ecco un lambicco dell'organismo che non lavora più, e vi trovate di fronte ad un miserabile, come è il caso mio. Io non mi dolgo mica contro la natura! Essa è fin anche troppo longanime: mi duole che se la sia presa con me individualmente, mentre ci sono tanti altri più colpevoli di me.
— Sentite, — ripigliò poi rivolto all'uomo e alla donna e contemplando i volti dei bimbi, nutriti più di luce e di pura aria di mare che di cibo, — io non voglio farvi la carità: io vi voglio dare soltanto quello che io ho in avanzo e non mi serve a niente, mentre voi non mi potete dare quello di cui ho bisogno (l'uomo, la donna, io stesso ascoltavamo senza ben comprendere). Ecco a te, ecco a te, — e così via. (Levava di tasca alcune monete d'argento e le dava con noncuranza bizzarra ai bimbi, che timidamente, e prima guardavano il babbo e la mamma, osavano prendere la moneta misteriosa).
— Sangue del Signore! esclamò la Giovanna.
All'uomo pareva che venisse da piangere. Non poco ci volle a persuaderli che non era per burla. Poi nacque — antico effetto dell'oro — diverbio fra l'uomo e la donna. La donna voleva comprare le provviste per l'inverno; l'uomo fare prima di tutto una grande mangiata.
— Sì, sì, ha ragione lui, — disse il mio compagno; — sentiamo questa mangiata, come sarà.
— Ecco! Una gran terrina così, — spiegò l'uomo, e allargava le braccia, — piena di lasagne fatte in casa, con l'uovo, e sopra tanto butirro, tanto soffritto di lardo e tanto di quel formaggio che pizzica. Poi un mezzo castrato arrosto o in umido, a piacimento.