L'uomo nero guardava Aquilino con commiserazione.
â Dunque dicevamo, buon uomo?
â Settantacinque lire.
â Ecco!
Erano carte nuove che il giovane lasciava cadere su quelle mani, evitandone il contatto come un'abominazione.
L'uomo nero le palpò quelle carte, le ricontò.
â Temete che il danaro dei poveri sia falso?
â Noi contiamo sempre il denaro. à che sono così nuove. â E sorrise col suo riso idiota.
â Andate, andate buon uomo.
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