Il cappellino non c'era più, i guanti nemmeno, la borsetta smarrita, le vesti.... In che stato le vesti di miss Edith!
â E adesso? Ah, il mio braccio, â esclamò Aquilino: â credo proprio che me l'abbiano stroncato.
â Zitto! â fece l'albergatore. S'accostò alla porta. Stette in ascolto: â Sono ancora lì, gli amici!
Calci violenti e grida contro la porta.
â Ma le guardie? â domandò Aquilino.
â Hanno altro a che fare le guardie! Per la teppa sono sere d'oro, queste.
Spense la luce, pregò di non parlare, e poi, accesa una candela, condusse i giovani in una camera. Aprì la luce.
Miss Edith si lasciò cadere su di una seggiola. L'albergatore esclamò: â Guardi, guardi, cos'ha in mano la signorina? Ma sà nguina!
Miss Edith guardò: nel pugno contratto ancora, era un ciuffo di capelli neri.
Li buttò con orrore.