Ma paron Mènego una mattina non fu trovato più a bordo. Era bora e il mare era livido. Lo ritrovarono a caso i pescatori di un'altra tartana, dopo che il mare si fu un poco abbonacciato.
Paron Mènego giaceva grande e resupino sul letto verde e diafano di una grande onda, tutto ravvolto nella sua tonaca di marinaro, filettata d'azzurro; e il suo gran corpo passava da un'onda ad un'altra placidamente.
— Come l'era bello, Bettina, il vostro omo, — le dissero i marinai. — Ma beveva troppo, beveva!
IN SALMÌ.
“No, signor colonnello, sia buono, non mi ammazzi; ho i piccini da allattare. Mi ammazzerà un altr'anno.„
Voleva quasi dire: “Un altr'anno, prometto che passerò per qui a sua disposizione„. Ma non ebbe tempo, perchè il signor colonnello spianò e sparò.
Perchè quella mattina c'era la neve. Scintillava tutta al sole di decembre, la neve: una gran pace bianca in terra, una gran pace azzurra in cielo, e il signor colonnello aveva detto con profonda strategìa:
— Mia dolce Camomilla, questa è la mattina che ammazzo la lepre.
E s'era messo in traccia della lepre. E in fatti gli si era parata lì, che l'avrebbe potuta quasi prendere con le mani.