V'era il grassoccio Capostazione che giaceva nella deforme nudità su di un talamo di felci; in bocca aveva una melarancia: in mano, invece del Riscatto ferroviario, la indicazione: “Quattr'ore di cottura. Non rompere la pelle!„. Le massaie marziane approvavano le sagge indicazioni.
— La mia dolce Camomilla in salmì! — urlò il colonnello.
E si destò.
*
La civiltà marziana dileguava un poco per volta, come dilegua un'imagine della lanterna magica se per avventura si apre la finestra e si fa entrare il sole.
— Dove sono? — urlò il colonnello.
— Sei vicino a me, — disse la dolce Camomilla. — Vedi, stanotte ti ha fatto male quel salmì, troppo ne hai mangiato! e anche troppo hai bevuto! non hai fatto altro che russare, sbuffare e voltarti tutta la notte. Va a prendere un po' d'aria.
E il signor colonnello, quando ebbe fatto la sua toilette e preso il caffè, andò.
Il sole rideva su la neve chiara: tepido e senza vento era il bel giorno invernale.
Ecco lì dove la lepre gli era apparsa e avea detto: “Buon giorno, signor colonnello!„, e lui pim pam! E su la neve c'era sangue di lepre.