Io ero in grado di porgere l'etimologia storica di carampana, ma ignoravo il numero della cabala. Questa domanda mi rivolse, penetrando nello studio, la domestica, la quale però possiede una deplorevole abitudine: di consumare la mesata nel lotto; e la domenica noi ci risentiamo del suo umor nero quando torna dalla spesa e vede i suoi numeri non riuniti, ma sparsi fra Venezia e Palermo. Modestia a parte, io godo la reputazione di essere una persona di molti studi, e questa mia rinomanza è giunta sino alla mia domestica: ella perciò crede che io sappia anche i numeri corrispondenti ai sogni.

— Perchè mi domandate il numero di vecchia carampana?

— Perchè la signora Emma è morta, e stanotte l'ho sognata.

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La sua fine — secondo le informazioni ricevute — fu lugubre. Morta la signora Teresa, che le dava qualche aiuto, aumentato il mal di cuore, fu ricoverata per forza in un ospizio. Scappò due volte e battè alla sua porta. Voleva essere libera. Venne ripresa e dichiarata pazza. O di pazzia per amore alla libertà o di mal di cuore, questo era certo che era morta.

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Ma perchè non ricorderò Maddalena, la Madalenin, la spiritata, l'ultima delle vecchierelle rimaste? Essa era la più interessante di tutte. Madalenin era stata serva di un prete. Questo prete forse fu un uomo da bene; certo dovette essere stato il più pulito e ben servito sacerdote della diocesi, almeno a giudicare da Madalenin. Col secchiello di rame ella scendeva continuamente ad attingere l'acqua nel cortile: la gonna nera ripiegata, scopriva due larghissime immacolate mutande, dalle quali venivano fuori due stinchi, coperti di calze candide. Iniziai la mia amicizia offrendomi a trombare l'acqua e portare su il secchiello per le quattro scalette. Io non so perchè, ma invece di dirmi “Grazie, signore, ecc.„, mi urlava:

— Pentiti, peccatore!

— Perchè, Madalenin, peccatore?

Ma era inutile domandare spiegazioni, la sua sordità era completa. Mi chiamava peccatore, e una volta che volli entrare nella sua camera verginale, mi urlò: Vade retro, Satana! Perchè? Dicono così i preti?