— Panem nostrum quotidianum da nobis hodie, — diceva la madre.
— E poi? — diceva il figlio. — Che se ne fa del pane oggi la gente? Mi guardi, mamma? È una bella preghiera, ma ha fatto il suo tempo. Andava bene al tempo di Cristo quando non usava il shampooing, non usava la lima per far le unghie aguzze. Ed dimitte nobis debita nostra! Va alla banca a pagare un effetto col dimitte nobis....
Il bimbo rideva.
— Vedi, mamma, che ride anche lui? Non te ne avere a male, mamma. Oggi tutta la morale è ridotta ad una semplicità elementare. Occorre tanto pel bilancio. Come? Non so. Come si può. Occorre tanto.
— Non è bello quello che tu dici, figlio!
— Te la prendi con me? che c'entro io? È il bilancio! Il numero delle voci del bilancio è spaventoso. Metti poi due figli nel bilancio, un terzo in viaggio; e poi invece di prendertela con me, dirai che io sono più che bello, eroico!
*
Sono partiti alla sera. La nonna li ha accompagnati alla stazione.
Nell'attesa del treno, il bimbo si è addormentato su la spalla della nutrice.
— Non lo svegliare, — disse la madre al figlio. — Quando si sveglierà, non si ricorderà più. Sta attento alle arie del finestrino. Nella valigia grande vi sono i savoiardi, c'è la bottiglietta del brodo. Tutti i calzettini di Max sono stati accomodati.