“Sì, ma voi credete che al pubblico questa cosa interessi?„ E rideva.

Chi può dimenticare i suoi formidabili scoppi di amabile scetticismo che non ammettevano rèplica?

Proseguiamo allora. Dunque attorno alla sua bara c'erano tutti quelli della sua Casa in sincera afflizione. E gli operai, idem; perchè essi sapevano che lei era stato un grande lavoratore. Poi c'era tutta la letteratura, quella combattente. C'erano i suoi autori, c'erano gli autori degli altri, c'erano tutti gli editori, perchè tutti le volevano bene, anche quelli che dicevano male di lei. Non mi sembra che ci fossero rappresentanze della letteratura d'archivio, forse perchè lei diceva che era l'editore dei vivi, e non dei morti.

Comunque, il funerale si svolse per le vie che conducono al Monumentale, assai composto, come tutti i grandi funerali a Milano; eppure a me pareva che pel corteo si diffondesse come un'onda di bohème. Chi sa perchè? forse perchè rivedevo la sua giovanile, irrequieta letizia ogni qual volta le pareva di scoprire in un manoscritto le cellule vitali dell'arte? o forse perchè presso di me camminava quell'errabonda Sibilla; e più avanti, sopra la gente, la testa di Raffaello Barbiera, argèntea, chiomata, mi ricordava gli ultimi romantici? o fors'anche per quella bara, in quel pomeriggio cinereo, coperta del dolce fiore della giovinezza? o fors'anche per un'insurrezione di fantasmi: Serra, giovane, morto combattente, Slataper, giovane, morto combattente, D'Annunzio lungi, nel combattimento?

I nostri cavalieri d'Italia, signor Emilio; i nostri gentiluomini, sono essi sorti da questa, o negletta o oltraggiata, modesta borghesia italiana!

Ahimè, signor Emilio, le varie nostre plebi (e non d'Italia soltanto) hanno succhiato troppo latte alle molteplici mammelle del materialismo teutonico per potere sperare piena vittoria!

E si ricorda, signor Emilio, quel giorno, nel suo studio così ben riscaldato (l'Italia non era ancor entrata nel conflitto), che ella mi additava la Revue des Deux Mondes, ove erano elencate per documento le prime atrocità teutoniche?

Il suo volto esprimeva — non so bene — se più terrore o stupore. Ricordo che io sorrisi. Effetto di buona filosofia, signor Emilio! Sostanzialmente lei stupiva come nel mondo potessero convivere tutti gli aggeggi del comfort e dell'elettricità — di cui era ricco il salotto — con sìmili orrori.

Sorrisi, perchè io mai riposi la mia fede nel comfort e nell'elettricità. Che cosa è la scienza, da sola? Anche atrocità.

Ma poi la sua innata serenità riprese il sopravvento, dicendo: “Torniamo ancora a lavorare„.