— Taci, — esclamò allora con voce concitata il maestro, — taci, dormi, mala femmina troiana.
Le labbra di lei si distesero immobili, come se quel comando l'avesse soggiogata.
Ma il pispiglio delle labbra riprendeva.
— È il mio onore, “troiana„! Oh, guarda qui!
Fu allora che il maestro si impose.
Ella decadde infine totalmente; e non si udì più che il cozzo lieve delle bacinelle, dei ferri, in quella stanza dalla luce abbagliante.
*
— Sentite, ragazzi, — diceva poi il maestro ai due assistenti, — se vi salta in mente di far ancora parlare sotto l'azione del clorofòrmio, vi mando via dalla clinica.
— Ha riso anche lei, professore....
— Sì, sì, va bene, ma un momento; e poi queste sono cose che non hanno importanza. E.... e.... Dove sono i fiammiferi?