Te ne ricordi? ti ricordi quando

si vagheggiava i rapidi tramonti,

e tornavamo a braccio sussurrando:

Come è bella la sera in mezzo ai monti?

Lia ascoltò con grande attenzione, e sul caro volto si disegnavano sentimenti nuovi che l'anima sua non aveva provato mai. Pareva come turbata e non diceva nulla; ed io mentre leggevo il libro, leggevo pure, ma con ben più intensa emozione, il meraviglioso canto che le si formava allora palpitando nel cuore al suono della mia voce, e per riflesso le si specchiava nella chiara faccia.

Il dì seguente mi pregò che le lasciassi il libro che lo voleva leggere da sola.

“Ma vi sono delle cose che lei non deve sapere.„

“Lei si sbaglia, ma io le so quelle cose.... Che cosa crede lei che io sia ancora una bambina? Io so tutto. Noi donne siamo furbe, sa lei?„

*

Un'altra volta mi disse con aria di mistero: “Senta, le voglio far vedere una cosa, ma non lo deve dire a nessuno, parola d'onore; — e si mise una mano sotto la cuffietta e ne tirò fuori una ciocca di capelli: una ciocca esile e malata, che appena le dita la lasciarono, si attorcigliò come per ritornarsene ancora sotto la cuffia. — Vede, vede che nascono? Quando saranno bei lunghi, allora solo mi leverò la cuffietta. È contento così?„