Incontro là dove si perde il giorno

riescono strani ad intendersi; e poi cerco anche di scoprire la villa di San Leopardo dove il poeta compose il famoso “Elogio degli uccelli„ e la poesia intitolata “La vita solitaria„, che dice:

Talor m'assido in solitaria parte,

Sovra un rialto, al margine d'un lago

Di taciturne piante incoronato.

Mo' va bein là, cinein! — sclamò con dileggio il Pasini, il quale (mi ero scordato di avvertirlo) è bolognese, e, come tale, reca attraverso lo spazio ed il tempo il carattere faceto che è proprio di quella illustre e geniale città, insieme al suono giocoso del dialetto natìo, — se tu cerchi un lago da queste parti, perdi il tuo tempo.

— Sarà stato un lago artificiale....

— Se è così, farai bene a venirlo a cercare di gennaio: con questo sole il lago è asciugato: rimangono a pena le pozze per lavare; e poi farai bene a montare un asinello invece della bicicletta. E infine capirai che un poeta non ci mette tanto a battezzare una pozza col nome di un lago.

Le ragionevoli osservazioni del compagno mi fecero accelerare il moto del pedale e così andammo per lungo tempo finchè si giunse ai piedi del colle, o poggio che è più esatto, che conduce a Macerata, l'emula e rivale di Recanati.

Precipitava per la via di traverso un altro ciclista, assai adolescente come vedemmo quando ci sopravanzò di volata. Ma anche lui quando sentì la salita, dovette scendere e si accompagnò con noi. Era partito, povero figliuolo, da Iesi con un gran colletto, cravattone e polsini: ma di tutti questi attrezzi avea dovuto liberarsi nel viaggio, e il suo abito nero era sino a mezza vita diventato candido, come se si fosse immerso in un vaso di polvere di cipria. Di questo era preoccupato. Evidentemente si recava a Macerata non per istudiare o per inseguire dei fantasmi.