Il commendatore Fabrizi aveva gravi cure in quel dì. E non solo il presidente della Corte d'Appello lo attendeva nel suo studio, ma si trattava anche di conferire col senatore X*** e col marchese C*** e con altri valentuomini intorno ad un fiero proclama da lanciare al paese contro la nefasta propaganda del divorzio.

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Perchè in quella mattina il commendator Fabrizi, sorbendo il caffè, in veste da camera, si era sentito brillare la splendida idea di rivolgere a tutte le persone, note e notorie, un formulario in proposito di questo tenore:

«Crede Ella che in un popolo pervenuto ad un alto grado di civiltà, dove è ammessa la indissolubilità del coniugio, l'introduzione del divorzio rappresenti un progresso?

«Non teme Ella che dalla adozione del divorzio possa risultare un crescente dissolversi della famiglia?» Queste le domande.

L'idea era bellissima e la trovata degna del suo amore per la conservazione sociale. Bisogna cioè vincere l'Idra rivoluzionaria col metodo suo stesso. Ad referendum! e il commendatore Fabrizi volse il passo verso la casa del senatore.

Ma proprio sull'angolo della via la giovinetta si era fermata per vedere se era seguita, come a dire: «coraggio!»

Ciò oltrepassava i limiti della libertà e dell'audacia! E allora per mostrare a sè, a colei, al manifesto che aveva in tasca, a tutto il mondo, insomma, che egli non ubbidiva ad eccitamenti peccaminosi, si fermò; anzi avendo a mezzo della via trovata una buvette, vi entrò, ed egli, uomo astemio, fu indotto a bere un acerbo ed eccitante liquore. Obbediva forse inconsciamente a quel motto della sapienza popolare: «chiodo scaccia chiodo: un diavolo ne espelle un altro?»

Poichè ebbe bevuto, uscì fiducioso di aver libera la via, e proseguì il cammino verso la casa del senatore. Il feltro chiaro era scomparso dall'orizzonte. «Il divorzio — pensava — disgrega la cellula protoplastica della famiglia. E allora....» ma mentre esaminava entro di sè tutte le terribili conseguenze di questa premessa, proprio sotto il voltone di un palazzo deserto, immobile, sola, lo aspettava al varco il feltro bianco. Ciò si legge anche nelle rime di Francesco Petrarca:

E fecesegli incontro