— Quanti figli avete?

— Due, cioè, veramente, ve ne sarebbe un terzo, anzi una terza — ma questo cioè con quel che segue, era oramai più pensato che espresso da Almerigo Crosio.

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Perchè avveniva questo fenomeno strano e doloroso: nel ricordare il numero dei rampolli destinati a consegnare il proprio nome alla posterità, Almerigo Crosio non provava nessuna di quelle vibrazioni di gioia che la natura sente nell'atto in cui si estende e propaga.

Il concetto antico del favore di Giove e della benedizione del Signore sotto la specie di una prole numerosa e sana, non penetrava gioiosamente più nel cervello di Almerigo Crosio, cittadino moderno.

Non si nega anche oggi la benedizione del Signore. Si dice soltanto che ai tempi che corrono questa benedizione si accompagna con troppo amore del signor Agente delle imposte, il quale a sua volta ha un interminabile corteo di impicci, di spese, di nuovi e costosi servizi. Ecco perchè l'antica benedizione del Signore non è più accolta gioiosamente, ed ecco la ragione per cui Puccìn, terza figlia di Almerigo Crosio, a tre anni era ancora a balia.

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Negli antichi tempi entrava, invece, soltanto la benedizione del Signore.

L'incubatrice, il ginecologo, la pediatria, la pedagogia, i poppatoi razionali non erano stati inventati.

In quegli antichi, anzi remotissimi tempi, il buon centauro Chirone, benchè non avesse nessuna patente di scuola, forniva egregi precetti di morale e di fisica applicata alla fisiologia, e, quel che è più, non domandava stipendio, anzi faceva altresì da bambinaia reggendo sul bel dorso equino i pargoletti: la qual cosa avvenne ad Achille che ebbe tutta l'istruzione gratis come si legge nell'Oda dell'abate Parini.