Il quale doveva essere un perfetto gentiluomo come si accorse Almerigo Crosio quando notò il modo come era stata allevata Puccìn, e la moglie di lui doveva essere una gentildonna, e di gran cuore ambedue, sì grande fu la pena loro nello staccarsi da Puccìn!

È dolorosa cosa dovere constatare come si possa essere gentiluomini autentici anche non essendo passati attraverso il costoso e complicato macchinario che serve ad elaborare gli uomini civili.

Il dogma dell'alfabeto obbligatorio come ne soffrirebbe se il suo orgoglio gli permettesse di riconoscere questa verità!

***

In un bel giorno d'aprile Almerigo Crosio si mosse per andare a prendere questa sua abbandonata bambina.

Alla soglia della casa rustica Almerigo Crosio era atteso.

Piero Medici e sua moglie avevano in mezzo una bambina con i capelli biondi, ben pettinati e spartiti, e con le sottanine ben rosse.

— Quello lì è il papà! — disse Piero Medici additando il sopraggiunto, con un fremito nella voce.

— Quello lì il papà? — domandò dolcemente Puccìn.

— Sì, sono io il papà — confermò Crosio piegando le ginocchia per mettersi all'altezza del volto di Puccìn.