Il quale doveva essere un perfetto gentiluomo come si accorse Almerigo Crosio quando notò il modo come era stata allevata Puccìn, e la moglie di lui doveva essere una gentildonna, e di gran cuore ambedue, sì grande fu la pena loro nello staccarsi da Puccìn!
È dolorosa cosa dovere constatare come si possa essere gentiluomini autentici anche non essendo passati attraverso il costoso e complicato macchinario che serve ad elaborare gli uomini civili.
Il dogma dell'alfabeto obbligatorio come ne soffrirebbe se il suo orgoglio gli permettesse di riconoscere questa verità!
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In un bel giorno d'aprile Almerigo Crosio si mosse per andare a prendere questa sua abbandonata bambina.
Alla soglia della casa rustica Almerigo Crosio era atteso.
Piero Medici e sua moglie avevano in mezzo una bambina con i capelli biondi, ben pettinati e spartiti, e con le sottanine ben rosse.
— Quello lì è il papà! — disse Piero Medici additando il sopraggiunto, con un fremito nella voce.
— Quello lì il papà? — domandò dolcemente Puccìn.
— Sì, sono io il papà — confermò Crosio piegando le ginocchia per mettersi all'altezza del volto di Puccìn.