— Ammalatissimo, signorina.

— Pare anche a me, perchè io non ho nessuna intenzione di offenderla: il mio affetto fraterno...

— Ah, ecco la parola! — fremette l'uomo quasi lagrimando — Io, perchè sono un uomo onesto, retto, morale, non ho inspirato alla donna che degli affetti fraterni: per me tutte le donne furono caste, pudiche, virtuose. Io quando tradussi quel libro — ingenuo io e l'autore — giudicai come un fatto universale il fatto che accadeva in me, ed ho condannato la legge del matrimonio nel nome della felicità della donna. Ma che legge! La donna anzi vuole la legge per avere la voluttà di poterla infrangere: la donna combatterà sempre la libertà dell'amore naturale per la medesima ragione che combatterebbe la nudità se una legge la imponesse. La donna vuol essere vestita per il piacere di potersi denudare. Eva ha creato la prima toilette! Tutti gli impedimenti, i riti, le paure, i giuramenti, le ipocrisie, i veli sono i meravigliosi afrodisiaci di cui dispone la donna per sè e per il maschio. Infrangerli, profanarli i riti, ecco la suprema voluttà! Più dolce è il pane furtivo, più soavi le acque nascoste!

Gli occhi dell'uomo che così parlava, avevano bagliori di pazzo esaltato: ma l'occhio calmo e severo di Nadina, posato su di lui, lo tranquillò un poco.

Erano nella pineta: il sole incendiava lo smeraldo dei gran diademi di verdura.

Nadina, poichè lo vide più calmo, gli prese dolcemente la mano e disse: — Non teniamo conto di tutte le brutte parolacce che le sono a sua insaputa venute fuori di bocca. Mi cavi semplicemente la curiosità, mi dica soltanto perchè lei non mi sposerebbe!

Strana cosa! A Nadina il caso generico si era mutato, così all'improvviso, in un caso personale e, prima ancora di riflettere, aveva detto «mi sposerebbe»; appunto perchè questa idea era nel volto e nelle parole dell'uomo. Se ne pentì; ma troppo tardi! La parola era già pronunciata.

— Sposare! — gemette l'uomo. — Ma io celebrerei tutti i riti, non solo quelli di Madre Chiesa, ma mi adatterei a tutte le consacrazioni dell'amore stabilite dai più remoti popoli: ma ci pensi e troverà che è un assurdo.

Le pare che un uomo di trentacinque anni, che non rappresenta nessun valore sociale e politico, che è affetto dal tædium philosophorum possa contrarre legami di nozze con lei? Lei bellissima, lei che ha così profondo il senso della sua feminilità da farle dire come disse, si ricorda quel giorno? «la donna è la più bella e perfetta cosa della creazione, è la creazione stessa!» Ma per lei, in qualsiasi modo ella si unisca, ci vuole un uomo che rappresenti uno splendido valore umano, riconosciuto dagli altri uomini e che si riverberi poi su di lei. Io, se anche fossi ricco, non le potrei offrire che uno stato umile, appunto perchè umile è l'anima mia. Lei dice «io ho disposizione per la casa, io mi compiaccio delle faccende domestiche.» Sarà anche. Dio tolga che io dubiti della sua sincerità, ma è il fatto che ella non ha ancora la percezione esatta, precisa delle sue potenze muliebri. Imagina lei che è artista, Venere dea che prepara lo stufato in cucina, o concepisce Aspasia ed Elena che fanno il bucatino del bimbo? Non sente l'inverosimile?

Minerva non fa la calza, Cesare non fa il copista, e lei non può, non deve nè meno essere donna di casa, o se lo diventasse sarebbe un sacrificio così inumano da averne poi pentimento.