— Chi è quello lì? — domandai.

— Il pòvero, grande Garavàglia!

— E quello?

— Il pòvero Alfredo Cappelli, il grande tràgico! ed un nòbile cuore, sapete!

— Sarà.

— Come «sarà»? È!

— In fondo sono istrioni, — dissi io.

— Oh, — fece Mimì scandalizzata — la più nòbile delle arti.

— Come volete voi: allora diciamo: «la più nòbile delle arti».

Del resto può darsi che tutti e due avèssimo ragione: io guardavo gli istrioni della vita e ne avevo l'ànima amara; lei guardava gli istrioni del palcoscènico, che dopo lo spettàcolo si làvano e vanno piacevolmente a cena, e ne aveva l'ànima dolce.