Ma per ciò che riguarda questo libro, voglio ora sperare che Giovanni Papini, il quale fu principale cagione della stampa, non se ne debba pentire.

Roma, ottobre 1918.

Capìtolo Primo.
IN ATTESA DEL TRENO.

— Provi a viaggiare — mi disse il professor A*** direttore del Manicòmio di M***, il quale mi onora della sua benevolenza.

— Ah, sì, signore, il viaggiare sento che mi farà più bene che andare alla seconda cantoniera dello Stèlvio, come mi fu suggerito da altri.

*

«Pensa — dissi a me stesso — che le strade sono tutte tue. È una grande proprietà! Esse si stèndono bianche, notte e giorno, e fàsciano il mondo: non rimane che andare e camminare. Va, dunque, e cammina.» Ma per me ci vorrebbe un'automòbile. Essa va veloce e spezza il pensiero.

Ma io non ho automòbile.

Io potrei anche salpare per l'Amèrica, come il mio amico poeta, Gigino. L'esportazione di un poeta italiano in Amèrica, mi è sembrato un gran fatto.