Gius. Zippel — I suonatori della Signoria di Firenze, Trento, Zippel.
A. Rossi — Memorie di musica civile in Perugia, 1874, nel Giornale d'erudizione, fasc. IV.
A. D'Ancona — I canterini del comune di Perugia, in Varietà storiche e letterarie. Vol. I. Milano, Treves.
Iulien Tiersot — La chanson populaire en France, Paris, 1889.
Coussemaker — Oeuvres complétes du trouvére Adam de la Halle, Paris, 1872.
Denkmäler der Tonkunst in Oesterreich, vol. IX (canzoni di Osvaldo di Wolkenstein).
P. M. Masson — Chants de Carnevals florentins. Texte musical, Paris, 1913.
CAPITOLO VIII. L'«Ars nova» fiorentina ed il Rinascimento musicale in Italia.
All'Italia, patria d'ogni bell'arte, a questa figlia della Grecia, era riservato l'onore d'ispirare alla musica un caldo alito di vita ed informarla ai principi dell'estetica. Il motivo del risorgimento e della nuova evoluzione della musica nei secoli XV e XVI è lo stesso di quello del Rinascimento delle altre arti belle. Le nuove idee, l'umanesimo, la riforma religiosa, le nuove scoperte, la stampa ed altri fattori vi influirono, e se la musica ebbe il suo Rinascimento posteriore alle altre arti, e se Palestrina nacque dopo che Dante, Petrarca, Raffaello erano morti, la ragione non è tanto da cercarsi nel caso quanto nella natura della musica stessa, la più giovane di tutte le arti, nella mancanza di documenti antichi, che servissero d'esempio come nella scultura, e nella circostanza molte volte osservabile, che il fiore d'un'arte non sempre va a paro con quello d'un'altra.
Le fasi di questo meraviglioso sviluppo della musica sono simili a quelle della scultura e pittura presso i Greci. Dapprincipio, come nella statua di Giove di Fidia, tutta l'espressione era concentrata nel volto ed in nulla veniva ricercato l'effetto; così nella musica della grande epoca di Palestrina l'idea della divinità domina nella sua austera grandezza, poco curandosi dei lenocinii della melodia, della ricercatezza della forma e degli effetti strani. Il coro come espressione della massa predomina e l'accompagnamento degli istrumenti, appunto perchè individualizza l'idea, è bandito.