Ma la grandezza del genio di Beethoven non si palesa soltanto nella sinfonia. Le sue sonate per pianoforte, fra cui le più note sono la patetica, la sonata au clair de lune, quella in la bem. colla marcia funebre, la Waldsteinsonate formano come i preludî e le fughe di Bach, uno dei capisaldi del repertorio pianistico e sono una collana di fulgide perle. Fra le ouvertures, quelle per l'Egmont di Goethe, per il Coriolano, la grande ouverture N. 3 Leonora, ci ammaliano colla grandiosità delle linee ed il colorito. Dei suoi 17 Quartetti, i primi sei, quelli dedicati a Rassumowsky, quello in do diesis minore, rimarranno esempi imperituri di ispirazione, euritmia e sviluppo tematico.
Beethoven fu un grande infelice. Le circostanze ed il suo carattere lo resero tale. La malattia incurabile della sordità gli tolse ogni speranza quando il suo nome era grande e l'avvenire gli sorrideva. La suprema sventura che possa toccare ad un musicista, l'esser privato dell'udito, non fu risparmiata a lui, il re dei suoni. Egli ne rimase annientato ed un'amarezza infinita l'oppresse. Amori infelici, discordie famigliari finirono per renderlo iracondo, impaziente e distaccarlo dal mondo. Egli conobbe il suo genio e seppe farlo valere senza protervia ma con dignità ed energia, non stimandosi da meno dei grandi della terra ed innalzando la dignità dell'artista.
È difficile il pensare quale indirizzo avrebbe preso la musica senza Beethoven. Oggi tanti anni dopo la sua morte, le sue opere sono ancora il prototipo della musica istrumentale. I suoi successori non hanno saputo trovare che qualche nuovo effetto d'orchestrazione, qualche cambiamento di forma ma null'altro di nuovo che non sia o palese od almeno accennato nelle sue opere. Ai suoi quartetti, alle sue sinfonie noi non sappiamo metter a paro nessun'opera, meno poi una che le superi. Egli è ancor oggi il modello insuperabile, a cui tutti ricorrono, il maestro dei maestri.
Wagner paragona Beethoven a Tiresia il cieco veggente. Egli guarda coll'occhio della mente ed ascolta le infinite e recondite armonie che risuonano nel suo animo. Il mondo esterno non gli sa più dir nulla.
LETTERATURA
Brenet M. — Histoire de la symphonie depuis ses origines jusqu'à Beethoven, Paris.
Brenet M. — Haydn, Paris, 1909.
C. F. Pohl — Josef Haydn, Berlino (incompleto).
G. Carpani — Le Haydine, Padova, 1823.
L. Reissmann — I. Haydn, Berlino, 1879.