Le donne ebree sono generalmente belle, ed alcune bellissime, che per lo più diventano le amanti dei Mori, lo che talvolta contribuisce ad avvicinare le due sette nemiche. Estremamente bello è il colorito delle ebree, mentre la tinta delle more è d'un bianco smaccato che s'assomiglia a quello delle statue di marmo bianco, sia per cagione della vita sedentaria che menano, o perchè vivono sempre rinchiuse nelle loro case; e se sortono talvolta, sortono coperte in maniera che il loro volto non rimane mai esposto all'aria aperta.
La sola misura lineare che conoscasi in Marocco è la draa, che dividesi in otto parti chiamate tomins.
Non essendovi campione o modello originario per l'esatta dimensione della misura, difficilmente se ne trovano due rigorosamente eguali, ma per un termine medio tra le differenti draa che io paragonai ai miei modelli europei, trovai che quella di Marocco è uguale a 244, 7 linee della tesa di Francia, e a 0,55126 d'un metro.
La misura di capacità per i grani chiamasi el moude: de' quali ve ne sono due, il grande ed il piccolo, cioè il secondo la metà del grande.
Lo stesso difetto d'esattezza notata nella misura lineare trovasi ancora in questo. El moude è un cilindro vuoto assai mal fatto, la di cui capacità, avuto riguardo a tutte le imperfezioni, può essere considerato come eguale a 123 linee 56 di diametro, e 106 linee 29 di altezza, ciò che dà 856 pollici e mezzo cubi della tesa di Francia.
Anche il peso va soggetto alle medesime varietà o vacillazioni come le misure; ma finalmente dopo il confronto di molti di questi pesi co' miei campioni d'europa, risulta, preso un termine medio, che la libra di Marocco chiamata artal contiene 16 oncie 347 grani 40 centesimi del grano di Parigi.
La più piccola moneta del paese è il kirat, e la più grande il banind'ki. Eccone la progressione:
| In rame | il kirat[4]. |
| il flous[5]. | |
| In argento | il mouzouna, o blanquilla[6]. |
| il derham, o l'oncia[7]. | |
| In oro | il mezzo ducato. |
| il metzkal, mat'boa, o ducato che vale dieci oncie. | |
| il baind'ki che vale 25 oncie. |
Ogni moneta di Spagna ha corso a Marocco, e mi sembra che il duro o la piastra spagnuola che chiamano arrial sia la più abbondante specie del paese: ma il suo valore varia ad arbitrio, poichè la piastra spagnuola vale ordinariamente dodici oncie del paese, e la pezzetta di Spagna tre oncie, cosicchè dall'una all'altra passa una diversità del 25 per 100; e quantunque venga cambiato il duro o la piastra per quattro pezzette e mezza, ciò che ristringe il guadagno, tale varietà è cagione di grandissimi contrabbandi di moneta, poichè la maggior parte di piccoli e grandi bastimenti che vengono d'Europa portano piecettes di Spagna per cambiarle coi derros.
Vi sono pure molto monete false che provengono dall'estero, e dietro le notizie ch'io mi sono proccurate potrebbero essere di fabbrica inglese.