Alle sei ore e mezzo, lasciato Nadir sulla sponda destra entrammo mezz'ora dopo nel canale di Menouf al S.O., abbandonando il tronco principale del Nilo, sul quale potevamo trovarci esposti agl'insulti degli Arabi della riva sinistra. Alle dieci ore si diede fondo nel canale.

Sabato 8.

Si spiegarono le vele alle sette ore e mezzo fra una densa nebbia, dissipatasi la quale, trovai che il canale poteva in quel luogo avere duecento cinquanta in trecento piedi di larghezza. Ritenuti dalla calma non arrivammo a Menouf prima del mezzogiorno. Ad un'ora ci rimettemmo in viaggio, e si dovette rimurchiare fino a notte.

Domenica 9.

Dopo essere rimasti all'ancora nel canale fino alle sette del mattino, si fece vela con un leggier vento, ed alle nove eravamo presso a Quèleti di dove incominciai a scoprire col cannocchiale le montagne del Cairo.

Vidi poco dopo sulla sponda diritta un villaggio con molte colombaje formate di segmenti di sfere di terra cotta, il di cui lato convesso è al di fuori, ed il concavo volto all'indentro serve di nido. Ogni sfera può avere un piede di diametro, ed ogni colombaja è composta da molte sfere ordinate in cupole paraboliche; una sola finestra serve all'ingresso ed all'uscita de' colombi; ed il padrone vi entra per un'apertura fatta nella base della cupola. Al di fuori sono assicurati nel muro molti bastoncelli perchè possano appollajarvisi i piccioni.

Alle dieci ore e mezzo entrammo nel tronco sinistro del Nilo che scende a Damiata. Il canale di Menouf riceve le acque del tronco destro del Nilo, e le versa nel sinistro. Alle dieci e tre quarti ci ancorammo sul braccio sinistro del Nilo, di dove vedevo perfettamente le due grandi piramidi benchè distanti ancora dodici leghe.

Si mise alla vela alle undici ore e mezzo, e dopo sei ore e mezzo di navigazione, durante la quale lasciammo a diritta ed a sinistra diversi villaggi, demmo fondo felicemente a Boulak, che è il porto del Cairo sulla riva destra.

La navigazione del Nilo da Rosetta al Cairo è altrettanto deliziosa, quanto stucchevole per il lettore deve riuscire il nome di tanti villaggi; ma avrei creduto di mancare all'esattezza del mio itinerario, ommettendo di ricordarli.

CAPITOLO XXXI.