Mercoledì 31 dicembre 1806.

Dopo aver navigato tutta la notte per attraversare il braccio di mare che si avanza entro l'Arabia, chiamato Bahàr el-Akkaba, il nostro capitano fece gettar l'ancora avanti sera in un piccolo porto chiuso, posto in una delle isole Naàman, ossia degli struzzi.

Giovedì 1.º gennajo 1807.

Si veleggiò tutto il giorno, e verso sera si diede fondo sulla costa d'Arabia.

Venerdì 2.

La stessa manovra del precedente giorno.

La navigazione del mar Rosso è spaventosa. Si viaggia quasi sempre in mezzo a scogli ed a rupi a fior d'acqua; di modo che per dirigere il bastimento conviene tener sempre quattro o cinque uomini sulla prora che osservino attentamente la strada, ed avvisino colle loro grida il timoniere di piegare a dritta o a sinistra: ma se essi s'ingannano, se scoprono lo scoglio troppo tardi, se il timoniere che non vede gli scogli non se ne scosta abbastanza, o scostandosi troppo porti il naviglio sopra uno scoglio vicino non osservato, se intende a rovescio il grido, come suole talvolta accadere, se nel breve intervallo della scoperta dello scoglio sott'acqua e dell'avanzarsi del bastimento al luogo del pericolo, il vento o la corrente si oppongono al cambiamento di direzione: quanti istanti si cammina tra la vita e la morte in così pericolose acque! Perciò contansi tutti gli anni molti naufragj su questo mare, che sembra vendicarsi dell'audacia dei naviganti: ma che è mai il timore della morte contro l'allettamento del guadagno? I navigli Arabi che portano i preziosi prodotti dell'India, della Persia, e delle Arabie solcano continuamente questo mare avido di vittime.

Per mettere alcun riparo a tanti inconvenienti i Dao hanno al disotto una falsa carena, che quando si tocca ammorza alquanto il colpo, e salva il naviglio, se la scossa non è troppo violenta. D'altra parte l'immensa vela di cotone quasi grossa un dito, la sua cattiva forma che richiede la stessa manovra d'una vela latina, dovendosi per cambiar rombo staccare la vela che allora volteggia come un immenso stendardo, e dà scossa terribili; le corde grossolane di corteccia che ubbidiscono a stento: tutti questi inconvenienti rendono la manovra così pesante e tarda, che io stesso sono sorpreso come i naufragj non siano molto più frequenti. In un naviglio quindici uomini d'equipaggio non bastavano ogni volta per manovrare la vela, e rendevasi necessario l'ajuto de' passeggieri.

Sabbato 3.

Passammo in mezzo al gruppo delle molte isole Hamara, e si gettò l'ancora presso una di loro.