VIAGGI
in AFFRICA ed in ASIA
FATTI DAL 1803 AL 1807.
CAPITOLO XXVIII.
Alessandria. — Antichità.
Potrebbesi formare facilmente una piccola biblioteca dei viaggi in Egitto e delle descrizioni di questo paese, il quale quantunque conosciutissimo, lo fu assai meglio dopo che tanti letterati francesi i quali accompagnavano l'armata che l'occupò in sul finire dell'ora decorso secolo, ebbero modo di esaminare in tre anni tutto quanto può meritare l'attenzione d'un osservatore. Forse più nulla rimane a dirsi di nuovo intorno alla patria di Sesostri, ma non è possibile di trovarsi in così celebre contrada, e di allontanarsene come un'ombra fuggitiva e muta, senza pagarle qualche tributo d'ammirazione. La posizione geografica d'Alessandria è di 31° 13′ 5″ di latitudine settentrionale, e di 27° 35′ 30″ di longitudine meridionale dell'osservatorio di Parigi.
È noto che l'antica Alessandria, uno de' più grandi emporii di commercio, e soggiorno della splendida corte de' Tolomei, era una immensa città che conteneva più di un milione d'abitanti. La sua dogana produceva in quei felici tempi enormi somme, che potrebbero valutarsi a circa sessantacinque milioni di franchi all'anno, il di cui valore relativo in ragione del presente abbassamento di prezzo dell'argento, può essere considerato equivalente a sei milliardi di franchi. Adesso non produce che un mezzo milione all'incirca.