trasvolavan le Mistiche, in sì mite,

in sì celestial sogno rapite,

ch'ogni atto lor ne sorridea eloquente.

Del passato obliose, del presente

inconscie, già viventi delle vite

serafiche, già assunte alle infinite

promesse, il cui promettitor non mente.

Già le fronti raggianti, quasi incluse

nell'aureola. Già le lunghe ciglia,

quasi abbagliate dal fulgor, socchiuse.