mi punga, come chi desto da un molle

sogno, se quasi già doler si volle,

ride di sua stoltezza passeggiera.

O breve inganno, io ben di te mi spoglio.

Fatta serena, del destino il gioco

senza umiltà io seguo e senza orgoglio.

Ma mi figuro d'avanzar guardinga

e curiosa, per gioir fra poco

d'altra menzogna bella di lusinga.

un'amarezza