O donna, stringi il libro delle preghiere convulsamente.

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Se babbo, invece di darmi tra mano un codice ne' bei giorni della mia giovinezza, m'avesse lasciato la carissima tavolozza, io avrei schizzate tante macchiette quante ne abbisognavano per la processione del Corpus Domini: e potrei sorridere nel mio studiolo ad una ad una di quelle che passano sotto gli arcucci dei tragetti, e s'affaccendano nella contrada del mercato: una contrada fonda come un pozzo, dove da una finestra all'altra delle case è in mostra sulle corde tutta l'opera fatta dal bucato nella settimana: panni bianchi, panni rossi, panni azzurri, l'allegra coccarda dei marinai a tre colori bagnati di sudore. Alle botteghe a destra e a sinistra, qua e là panche e corbe, e corbe e panche. La dico una contrada quella dove c'è di tutto, dal mazzolino di fiori per lei, marchesa, al mucchio appetitoso di lumache testacee chiuse nelle gabbie, come i passerotti: e pel pittore tocchi di verde smeraldo, di cinabro, di giallolini: oh che gazzarra! Fogliami spiccati, creste accese di galli, fette avvistate di zucche, e via! Dove non c'è una cosa sola, quella santa pulizia. Oh che sciupo di penne di pollastri e di spine di pesci! Che misto di magro e grasso! Che confusione di venditrici austere e di sguaiate esibitrici! E odore di baccalà, e grida senesi e filatere di muletti, e risse sempre pronte…

Ho detto una processione di macchiette: nè più, nè meno. I montanari sono già calati dalle viottole, quello colle frutta, quello col pollame, quello col fieno, quello colla farina. Ecco i due pescatori tozzotti che vengono reggendo l'uno di qua, l'altro di là, la cesta piena di murun, il re dei pesci; ecco la donnaccia colla stadera e colla corba dei funzéti beli: ecco la fante del curato colla sporta e il libro della messa: e la massaia che cammina cogli occhi a terra, a guardare le sue scarpe nuove dal pattume e dagli scheggioni: ecco una ribaldella….

Che sei, ribaldella? Sei la bellissima dagli occhi neri. Se io fossi pittore manierista, ti pingerei col pezzotto bianco, colla crocetta d'oro in collo, colla camicia e le bretelle delle coriste pastorali, colla gonna azzurra…. Ma tu sei la bellissima dagli occhi neri. Hai la testa scoperta e i capegli scarmigliati, il guarnellino procacemente discinto, la veste a strappi: sei tutta polverosa e spensierata…. Anche tu somigli a quella sdegnosissima patrizia che appoggiava le spalle alla colonna del terrazzo marmoreo. Chi sei? Che cosa vendi?

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Marchesa, le restituisco l'albo e il pince-nez. Mi scusi, ma…. le sue lenti mi paiono maliziose, sì da farmi vedere sempre, troppo, anche quando non voglio.

Mi metterò gli occhialoni d'antiquario e leggerò il catalogo dell'Armeria genovese, che m'ha dato un reverendo scolopio. Dunque c'erano:—«un cannone di legno antichissimo: un rostro di nave probabilmente dei tempi delle zuffe con Magone cartaginese: alcune corazze con intagli, geroglifici e sigle; la fama le diceva usate dalle donne genovesi ch'erano andate a combattere in Terrasanta, la forma del petto le dichiara….»

Se le dichiara! Anche pel dì d'oggi! Date due massime corazze per la patrizia e per la ribaldella,

FIORELLINI.