Fede abbiamo ogni giorno: ma quando sommeremo gli anni agli anni, tristissima desolazione sarà quella di accorgerci che ricordiamo un nome ai figli, o ai figli dei figli, che la vicenda della vita fu varia, che il tempo, il quale raschia le iscrizioni sulle croci di cimitero, cala e cala le sue nebbie nell'anima nostra! E noi giurammo eterno il dolore!… Nevicò tanti inverni in camposanto!… I figli avranno figli ancora, e avranno nipoti!… Nevicherà tanti inverni in camposanto!… E noi? O giovani, noi saremo su un seggiolone, scongiurando la morte che ne stia lontana, o giù tra le quattr'assi nell'eterno buio. E voi, o fanciulle, che leggete sorridendo, avrete fatto portare l'inginocchiatoio di penitenza nella parrocchia e più vicino ogni dì al confessionale e all'altare delle sette indulgenze, o basso giacerete colle mani in croce. Se avremo figli, noi dagli occhi di quelli, quando ci si stringeranno attorno, domandando:—State bène?—noi attingeremo gli sbiaditi ricordi di pianti e di sorrisi, e ci interrogheremo sconfortati: E noi giurammo eterno il dolore?—Se avremo figli, essi verranno sulla nostra fossa e prometteranno di venire sempre: ohimè! pongano una croce di legno: è l'immagine più vera del dolore: essa perde il nome, si tarla, si sfianca, cade, e serve a cuocere la cena alla famiglia del becchino… Nevicherà tanti inverni in camposanto!
Molte cose vedrai, frequentando la società, moltissimo imparerai nella solitudine della tua meditazione. Ma tutte vedi e apprezza con una sola unità di misura, col ricordo insistente:—La mia missione è missione di carità.
Natura crea il nostro corpo: l'arte il nostro spirito.
Se la sera ti concede il bacio della soave melanconia, benedici le tue lagrime e sorridi alle tue speranze. È il bacio di un angiolo custode.
La vanità dei sistemi filosofici portò sugli scogli della vita null'altro che la spuma dell'orgoglio. Il Vangelo irradiò il mondo, santa luce d'aurora, e fu l'amore universale, come il sole che scalda il cedro e l'arbuscello.
Amare è sperare: sperare è vivere oltre tomba.
Se tu, ogni sera, annotassi le impressioni avute nella giornata, avresti un dì un libro di preghiere.
Perchè ti parlo così? Perchè amo la melanconica ora del sole morente.
Ricordati: i vecchi che già esaurirono cuore e mente scrivono colle spalle: i giovani hanno l'ingegno nel cuore. Ecco perchè le biblioteche possono dare ogni anno ai futuri topi buon pasto di dissertazioni erudite: ecco perchè una fanciulla ad una poesia può consacrare una lagrima o un sogno.
Io parlerò parole di desolazione, perchè la fede fu data prima a gioia per essere angoscia dappoi: perchè la speranza è un àncora che ha catena di dolori: perchè la carità è la livrea ufficiale dell'usura che da cinque in questa vita e spera cento nell'altra. E questo pei cosidetti buoni. E pei tristi? Tutto è uno sghignazzo che scroscia colle rughe schifose dell'anima decrepita,