Meditai, cercando la solitudine, e scrissi, appoggiandomi al muro di un cimitero. Guardando il cielo fra i neri boschi e sorridendo nell'azzurro alle larve della fantasia, io credetti d'avere pensato a qualcosa: contemplando le croci del tranquillissimo campo, m'accorsi che i miei pensieri furono deliri di mente malata. Tutto finisce!… A pochi passi da me, alla mia sinistra, vidi una nuova croce bianca, e su quella il nome:—Maria.

Povera Maria! sola avevi un cespo di viole! Ed io non conoscevo la tua fossa scavata da meno di un anno! Tu avesti la coltre, la corona, la croce, l'ultime memorie sulla terra, tutte bianche, com'io potevo averle! Povera morta! natura, tristissima inventrice di martiri, t'aveva solo concesso l'amore della tua mamma, e tu, pallida, vedesti svanire ad una ad una le frementi illusioni della giovinezza, e tu, pallidissima, stringendoti al seggiolone della mamma, ti sentisti più vecchia di lei…. Ohimè! spezzato lo specchio, sciupati i fiori sul davanzale della finestra, dispettosamente sturbati i nidi delle rondini, letta e riletta la Filotea, tu aspettavi…. i capegli grigi! Il dolore potè più che la religione, sterilissima d'affetti nell'anima inaridita: e vennero i dì in cui ancora ti specchiasti, in cui volesti i fiori e le rondini, in cui leggesti l'amore nel gran libro del cielo: ohimè! era l'illusione del passato illuso, non le speranze dell'avvenire! E da quei dì la passeggiata dai colli la riducesti al solo giardino, poi al solo corritoio, poi alla sola stanza della mamma! E quando la testa si chinò sotto al peso dei capegli, trovasti il raggio di sole venirti solo a visitare sul letto: forse, vedendo la luna strisciare sulle coltri colle meste luci della notte, ti presentisti già involta di bianco e già tranquilla…. Morta senza avere vissuto, stanca di pace, impotente a delirare, fredda, senza favilla di poesia, come una lampada accesa dinnanzi una croce obliata, e spenta dal soffio del becchino…. Eppure l'amavi la tua casetta e in essa, fanciulla, speravi tanto!… Dimmi: e tua madre? Poverina! la madre volle nel cimitero la tua croce rivolta verso la vostra collina: a' vespri scese a te, ti diede un cespo di viole, ma fu l'ultimo. Ella partì da questi luoghi e per sempre: la tua casetta, miserrimo patrimonio, non serberà più la tua memoria, perchè gli estrani non sanno che sia il dolore di un cuore deserto. Ma senti, Maria, avrai fiori da me, e da me sempre un ricordo. Io non ti conobbi, ma, te morta, amai il tuo giardinetto melanconico, ed ora amo la tua croce bianca…. S'io dovessi giacere nel camposanto istesso, fa sì ch'io vi dorma al più presto: la coltre bianca a vent'anni è la sublimazione dell'amore: a trent'anni è un lenzuolo di ghiaccio.

L'esule che cammina, che cammina, canta la canzone fanciullesca della sua terra. A quelle note gli rispondono gli echi della patria: susurrano i boschi, bisbigliano i laghi, suonano i monti: la campanella della chiesa ove ebbe il battesimo, il vento che geme tra le croci del cimitero dei padri, la canzone notturna di una donna che piange, oh tutto gli dice:—A rivederci!

L'esule che cammina, che cammina, canta la canzone fanciullesca della sua terra.

Vedesti il mare, o esule? Vedesti il lavoro eterno ed alterno dell'onda coll'onda? Così è dell'uomo: è perseguito dall'infinito, è sbattuto all'infinito. Oh fortunato se sopra il suo capo vede brillare una stella!

Carità somma è nella musica. È raggio di sole, è bacio di luna nell'anima del cieco.

Che cosa è un libro di filosofia? Troppe volte è l'abito di lusso che copre la povertà del cuore.

La mamma t'insegnò che sempre sei sotto l'ali di un angiolo custode: la vita t'insegnerà che sarai sempre sotto l'incubo di un ghigno, il ghigno del dubbio. Oh, se puoi, rammenta sempre la mamma!

Ama la poesia. Essa dà l'ali al cuore.

Ama i cimiteri. Se la fede che hai nel cuore è fioca come il lumicino a notte acceso sulla tomba, deh! prendine cura, alimentala, soccorrila coll'amore. Che direbbe l'angiolo bianco custode nel piissimo luogo, se, passando innanzi la croce, nemmeno potesse leggerne il nome? Il lume che hai nel cuore sia vivido, così vivido sarà agli occhi di Dio il nome di chi ami.