Dal portichetto si entrava nella sala d'armi a terreno, vasto locale dal nero soffitto, dalle finestre acute a piccoli vetri rotondi, pei quali la luce entrava fredda a intirizzirsi sull'acciaio delle armature appese alle pareti. In un angolo un camino con poca cenere, e un vaso funebre sopra; di qua di là cassoni antichi, d'un colore cupo, con sopra elmi, e appoggiati agli spigoli delle vecchie targhe.
Nel mezzo era il feretro dell'ultimo amico dei cavalieri, fra quattro antiche torcie e molti fiori. Al cimitero non gli mancarono saluti pieni di lagrime. Uno gli disse:—Beato chi anche a trent'anni lascia un'orma di sè!—Quell'uno era Carlo Borghi, anima e simpatia della Vita Nuova, anch'egli una speranza dell'arte e del paese. Non passò l'anno che la morte, giudicandolo colle sue stesse parole, le trascriveva pel suo funerale. Noi crediamo ancora che i morti s'incontrano in qualche luogo.
In alcune sue Ultime volontà il Bazzero lasciava scritto: «Il giorno da me tanto desiderato, o miei parenti, è giunto. e non piangete: è il giorno in cui voi finalmente conoscerete l'anima mia.» E dopo aver raccomandato la sua donna e le sue ceneri, pregava così: «Per mia iscrizione queste sole parole:
AMBROGIO BAZZERO
NATO…………… MORTO……………
Tout ce qui finit est si court!
Erano le parole della sua donna, nelle quali spera di rivivere.
I giornali cittadini di tutti i partiti dissero le lodi del defunto: la famiglia gli eresse un sepolcro, dove a capo della cassa, pose le sue intime memorie e le lettere della sua donna. Oggi ne richiama lo spirito e lo raccomanda sommessamente all'avvenire.
EMILIO DE MARCHI.
ANIMA.
Incipit vita nova.