Mi volgevo a destra, mi volgevo a sinistra, mi soffocavo contro i guanciali….

Veniva sempre a ferirmi l'orecchio un canto acuto, sonoro, biblico, il canto di un gallo. E dal fondo delle mie memorie, di là dalle mie campagne innocenti, dai primi anni delle mie malattie religiose, ascoltavo come una voce che diceva;—Sei tu? Ricordi le caste mattine primaverili, e l'ultima stella della notte, e il tuo primo pensiero? e la tua prima preghiera?

E mi giungeva all'occhio un chiarore lontano lontano, quasi mistico, in cui si movevano cento figure bianche di ragazze e di monache, e stava fisso un crocione con un'àncora, e genuflessa, come in purissimo tormento, una fanciulla che guardava e che vedeva Iddio.

E mi pareva d'essere in un vasto campo seminato di croci e di fiori, ed io non cercavo nessuna croce e non avevo nessun fiore. Una vecchia, una vecchia mendicante, mi diceva:—Pregate pei morti.—Oh morto mi sentivo io! perchè nell'anima avevo il gran gelo dell'oblìo! E, volgendomi alla terra, supplicavo:—Ditemi voi! Voi siete ben più felici di noi, quando siete ricordati!

E allora mi alzavo dalle coltri, e rompevo la serratura di quel cofanetto antico, per gettarmi sulle mie memorie, per sapere proprio che un dì avevo pianto anch'io, e avevo sperato e avevo creduto!

Il tarlo su quei foglietti ingialliti aveva già fatto cadere dei monticelli di polvere di legno….

* * *

O gentile lettrice, ecco che la vostra cameriera entra nella stanza da letto, e, raccogliendo in una cesta imbottita la vostra gonna, il vostro busto, e le calze e le scarpine, vi domanda:—O-dov'è l'altro suo guanto a bracciale?

—Era tanto sucido che devo averlo buttato per via stamattina,—così rispondete.

Quando la vostra carrozza dava un subito balzo, perchè un ubbriaco attraversava la strada?