Oh! s'io morissi! Ma s'io morissi, le fanciulle continuerebbero a prendere marito.
Mi è pure uscita una triste parola.—Oh la donna! valgono tanti tormenti dell'anima per lei?
La donna! avessi ascese le scale del lupanare, quando, a diciott'anni mi vennero le prime melanconie, e correvo tutti i giorni a pregare Dio, e non per me! Ah! ero troppo stupido!
Ma uno scopo ci dev'essere all'attività; alle febbri della mia età. Non sono nato per i divertimenti, non per lo studio, non per la gloria—oh potessi fare il bene, sì, e obliarmi nel beneficare chi soffre. Unico scopo, la carità.
31 dicembre 1878.—Ultimo giorno di un anno inutile nella mia vita.—Ho studiato l'inglese e il tedesco: ho letto molto: ora leggo molto, e con un ordine. Voglio farmi un'idea netta della letteratura del nostro secolo, e passo le giornate al tavolo colle grammatiche, e alla biblioteca con Monti e Manzoni e—sono sempre scoraggiato.
1° gennaio 1879.—È passato anche il 78!
E Lidia ove sarà? che farà? Si ricorderà di me? Ho riletto tutte queste memorie. Ho sperato sempre e spero ancora.
3 gennaio.—Oh se potessi andare a Venezia! E le conseguenze? E mio padre?
Perchè Lidia non si è maritata?—Non ho ancora aperto la busta del suo biglietto, ma ho intravisto…. Nemmeno il carattere della carta da visita è cambiato. Dunque non ha aggiunto nessun nome al suo…. E se avessi intravvisto male? Vorrei vedere subito.—No,—domani.—E in quante speranze mi perdo!
Si era un po' assopita l'anima mia. Perchè torno a svegliarmi? e sento tanto tormento di incertezze e di speranze?—Vorrei.