4 giugno.—Jeri sera ho ricordate le Tue parole a me e stamane voglio rileggerle:—J'ai aussi des remords, votre lettre m'a troublée—je me sens malheureuse car j'ai été pour vous cause de souffrance (oh sì), peut-être ma légéreté en est-elle la cause?—J'ai pleuré en lisant votre lettre, il m'a semblé entendre une voix que n'ètait point de cette terre, je ne croyais pas qu'il y eût sur cette terre une âme si belle que la vôtre!
O madre, queste parole sono il premio della mia castità, della mia religione, della mia timidezza, del mio amore!—E le ho lette in un santuario della Vergine.
Tout ce qui finit est si court Allez toujours—
24 marzo 1880.—Facendo la carità, trovo un padre che si uccide perchè la Congregazione è una vecchia istituzione burocratica piena di pregiudizii. Credo di servire il mio partito, ma per reggere alla noia di stare tre o quattro ore al tavolino della Costituzionale a scribacchiare i verbali mi immagino sempre d'aver avanti agli occhi la nostra Regina Margherita, e per lei, donna, faccio quel sacrificio di star lì. Essendomi occupato della Società Dantesca, trovo i Commendatori amici che mi fanno dire che sono assenti da Milano. Quando ho studiato che conforti ho avuto? quando ho scritto? quando mi ero inchiodato sulle panche dell'Accademia?
Io mi sento artista, perchè sto in contemplazione di un raggio di sole che fa luccicare mestamente l'iniziale delle pergamena e vivifica i colori di un angolo di tappeto turco e fa spiccare le ombre del tavolo barocco e polveroso. Io sono artista—melanconico e sognatore.
Guardo alla libreria polverosa…. O poeti, non vi leggo più! penso che anch'io volevo essere romanziero storico: e, dopo il mio amore, romanziere antico. Incominciai col Buondelmonte e finii coll'abbozzo Tisi.
Ho qui un vasetto di viole del pensiero. Da sei anni a primavera ho questa gentile compagnia: viole ed illusioni.—I miei amici vedendomi, triste, mi dicono per consolarmi:—Prendi moglie….
29 marzo.—Perchè nulla annotai nel dicembre, nel gennaio, nel febbraio, quando servivo i poveri alla cucina economica? Perchè non scrissi le soddisfazioni dell'anima mia nel fare il bene? E il bene l'ho fatto pensando a Te: ho avuto dolcezza, pazienza, perseveranza, dicendomi:—Lidia mi vede.—Ma chi sei Tu che ti facesti padrona della mia giovinezza? Chi sei? Perchè ti sono così schiavo? Perchè mi fai piangere? Perchè farai piangere mia madre?—Oh alcune volte impreco contro di Te, e ti odio e vorrei che l'anima tua soffrisse come la mia!
E che? La vita, l'avvenire è dinnanzi a me…. Sì, ma dove le risoluzioni? la forza d'animo? la perseveranza? la fede?—Alcune volte mi dico:—Dimenticarono tanti: dimenticherò anch'io: avrò una famiglia: avrò una carriera.—Ma no! sento solo le mie melanconiche fantasticaggini artistiche! Sento solo l'armonia del mio dolce passato! Ho sofferto, e i miei dolori non sono troppo preziosi, per mutarli nelle gioie banali di vita solita.
(sera).—Oggi mi sentii poeta. Meditai una poesia, I morti, i morti all'ospedale e i morti in battaglia—i morti d'amore—i morti in campagna….