Signat: Warinus. Ingus. Gridata da Guidello, sono tubæ præmisso…."
Guidello, finita la lettura, prese la pergamena, colla sua funicella rossa la assicurò spiegata al bastoncino d'araldo e la levò sopra la testa, osservando:—Io dico. Se vi è qualcuno, il quale tacci di mislealtà i miei occhi nel leggere, la mia lingua nel parlare, la mia intenzione volta a vilipendio di messer Domineddio, del nostro avvocato santissimo, della giustizia degli uomini, quello si faccia avanti, e purchè sia tale che porti o possa portare speroni d'oro o d'argento, alla presenza di un chierico che conosca l'arte della lettura, comprovi quanto dica.
Ai piedi della scalea della chiesa, intorno a Guidello, v'erano quattro cavalieri cogli scudieri. Ma nessuno parlò.
Per cui l'araldo:—Messeri, allora dichiaro.
Stette un poco, poi si rivolse a un chierico che gli era accanto, come_ magister librarius_, e disse:—Recitate.
Fu recitata l'avemaria, e tutti risposero ad alta voce.
All'amen Guidello aggiunse con solennità:—Dichiaro bandita la volontà del molto magnifico nostro signore.
Poi, colla destra impugnata una lunghissima tromba, adorna di un drappo quadro stemmato:—Messeri,—disse:—fate come di conformità agli usi. Voi sapete: quando la tromba dell'araldo suona a festa si suole dire tromba d'argento. Da valenti messeri adunque—e mise alle labbra lo strumento, ne volse la bocca all'insù, e squillò tre volte. Intanto i cavalieri diedero mano alle borsucce, e fecero come d'usanza: poi se ne andarono.
Guidello si chinò, dicendo:—Tromba di rame—perchè raccolse poche monete: acconciò il cordone con un nodo alla militare, in guisa che gli si attraversasse alla schiena la tromba e il drappo sventolasse come un mantelletto, tolse la pergamena dal bastone, la fece a rotolo, e la consegnò al chierico.
Questi interrogò:—Guidello?