— Son parata a tutto, amico, » ripetè Emilia con voce ferma ed imponente, « e preferisco la più terribile certezza a questo dubbio crudele.
— Se è così, vi dirò tutto. Già sapete che il padrone e sua moglie non andavano d'accordo; non tocca a me conoscerne il motivo, ma credo che ne saprete il risultato.
— Bene, » disse Emilia, « e così?
— Il padrone, a quanto pare, ha avuto ultimamente un forte alterco con lei: io vidi tutto, intesi tutto, e più di quel che possono supporre; ma ciò non riguardandomi, io non diceva nulla. Pochi giorni sono egli mi mandò a chiamare e mi disse: Bernardino, tu sei un brav'uomo, e credo potermi fidare di te... Lo assicurai della mia fedeltà. Allora, per quanto mi ricordo, mi disse: Ho bisogno che tu mi serva in un'affare importante. Mi ordinò ciò che doveva fare; ma di questo non dirò nulla, chè concerne soltanto la padrona.
— Cielo! che faceste? qual furia poteva indurvi ambidue ad un atto così detestabile?
— Fu una furia, » rispose Bernardino con voce cupa, e tacquero entrambi. Emilia non aveva coraggio di domandarne davvantaggio. Bernardino pareva temere di spiegarsi più particolarmente; alfine soggiunse: « È inutile riandare il passato. Il padrone fu troppo crudele, sì, ma voleva essere obbedito. Se io mi fossi ricusato, ne avrebbe trovato un altro meno scrupoloso di me.
— L'avete uccisa? » balbettò Emilia; « io dunque parlo con un sicario? » Bernardino tacque, e la fanciulla mosse un passo per lasciarlo.
— Restate, signorina, » ei le disse; « voi meritereste di lasciarvelo credere, giacchè me ne stimaste capace.
— Se siete innocente, ditelo tosto » soggiunse Emilia quasi moribonda; « non ho forza bastante per ascoltarvi maggior tempo.
— Or bene, la signora Montoni è viva per me solo; essa è mia prigioniera: sua eccellenza l'ha confinata nella camera di sopra del portone, e me ne affidò la custodia. Voleva dirvi che avreste potuto parlarle; ma ora... »