— Bernardino ha pensato a tutto, » rispose Annetta; « ei mi ha dato questa chiave, incaricandomi d'avvertirvi ch'essa apre una porta in fondo alla galleria a vôlta, che conduce al bastione di levante; così non temerete d'incontrare gli uomini di guardia. Mi ha incaricato di dirvi inoltre che vi fa andare sul terrazzo sola per condurvi al luogo convenuto, onde non aprire la sala grande, il cui cancello cigola. » Questa spiegazione così naturale calmò Emilia.
« Ma perchè vuole egli ch'io vada sola?
— Perchè? glie l'ho domandato appunto. Perchè, gli dissi, non potrei venire anch'io? che male ci sarebbe? Ma mi ha risposto di no. Io volli persistere: fu inflessibile. Mi figuro però che saprete chi andate a vedere.
— Te lo ha forse detto Bernardino?
— No, signora, non mi ha detto nulla. »
Per tutto il resto del dì, Emilia fu in preda a continue incertezze. Udì suonare la mezzanotte e titubava ancora. La pietà per la zia vinse alfine ogni ripugnanza: pregò Annetta di seguirla fino alla porta della galleria, e quivi aspettare il suo ritorno. Giunta colà, aprì, tremando, la porta, ed entrata sola e senza lume sul bastione, avanzossi guardinga ed attenta verso il luogo convenuto, cercando Bernardino attraverso le tenebre. Raccapricciò al suono di una voce rauca che parlava vicino a lei, e riconobbe tosto il portinaio, il quale l'aspettava appoggiato al parapetto. E' le rimproverò la sua tardanza, dicendole aver mancato più di mezz'ora. Le disse di seguirlo, ed accostossi al luogo ond'era entrato sul terrazzo. Quando la porta fu aperta, la tetra oscurità dell'andito, illuminato da una sola fiaccola che ardeva infissa nel suolo, la fece fremere; ricusò di entrarvi, a meno che non permettesse ad Annetta di accompagnarla. Bernardino si oppose, ma unì destramente al rifiuto tante particolarità proprie ad eccitare la curiosa pietà di Emilia per la zia, che riuscì a persuaderla a seguirlo fino al portone. Egli prese la torcia e andò avanti. In fondo all'andito aprì un'altra porta, e scesi pochi gradini si trovarono in una cappella diroccata. La fanciulla si rammentò alcuni discorsi di Annetta su tal proposito. Contemplava con terrore quelle mura senza vôlta e coperte di musco; quelle finestre gotiche dove l'ellera e la brionia supplivano da lunga pezza ai vetri, ed i cui festoni frammischiavansi ai capitelli infranti. Bernardino urtò in una pietra e proruppe in una bestemmia orribile, resa più tremenda dall'eco lugubre. Il cuore di lei si agghiacciò, ma continuò a seguirlo, ed egli voltò a destra. « Per di qui, signorina, » le disse, scendendo una scala che pareva addurre a profondi sotterranei. Emilia si fermò domandandogli con voce tremante ove pretendesse condurla.
« Al portone, » rispose Bernardino.
— Non possiamo andarci per la cappella?
— No, signora, essa ci condurrebbe nel secondo cortile, ch'io voglio scansare. »
Emilia esitava ancora, temendo egualmente di andare innanzi, e d'irritare colui ricusando di seguirlo.