Presumendo che la zia fosse alzata, andò ad augurarle il buon giorno, e le raccontò quanto aveva veduto; ma essa non volle, e non potè darle contezza di nulla. La riserva di Montoni verso sua moglie, a tal proposito, non era punto straordinaria. Però, agli occhi di Emilia, aggiunse qualche ombra al mistero, e le fece sospettare un gran pericolo o grandi orrori nel progetto da lui concepito.
Annetta tornò ansante, secondo il consueto; la sua padrona le domandò premurosamente cosa vi fosse di nuovo, ed essa le rispose « Ah! signora, nessuno ci capisce nulla. Carlo sa tutto, ma è riservato come il suo padrone. Qualcuno dice che il signor Montoni vuole spaventare il nemico; altri pretendono che voglia prender d'assalto qualche castello, ma ha tanto posto nel suo, che non ha bisogno certo d'andar a carpire quelli degli altri. Lodovico pare che ci veda più di tutti, perchè dice d'indovinare tutti i progetti del padrone.
— E che ti ha detto?
— Mi ha detto che il padrone.... che il signor Montoni è..... è.....
— Che cosa insomma? » disse la signora Montoni impazientandosi.
— Che il padrone si è fatto capo d'assassini, e manda a rubare per conto suo.
— Sei pazza. Come mai puoi tu credere?...
In quella comparve Montoni; Annetta fuggì tutta tremante. Emilia voleva ritirarsi, ma sua zia la trattenne, giacchè il marito l'aveva resa tante volte testimone de' loro diverbi, che non avevane più veruna soggezione.
« Che cosa significa tutto questo? » gli chiese la moglie; « chi sono quegli armati partiti testè e perchè faceste fortificare il castello? voglio saperlo.
— Evvia, ho ben altro da pensare, » rispose Montoni; « fareste meglio ad obbedirmi. Fatemi la cessione de' vostri beni senza tanti contrasti.