« Ahi » rispose questa sorpresa; « io sono appena uscita di convento, e voi vi ci volete rinchiudere! Se sapeste quanto piacere io provo nel passeggiar qui con libertà, e nel vedere il cielo, i campi ed i boschi intorno a me, credo che abbandonereste quest'idea. » Emilia sorrise dell'eloquenza, colla quale ella si esprimeva, dicendole come non avesse l'intenzione di chiudersi in monastero per tutta la vita.

Rientrando in casa, Bianca la condusse alla sua torre favorita, e nelle antiche stanze già da lei visitate. Emilia si divertì ad esaminare la distribuzione, a considerare il genere e la magnificenza dei mobili ed a paragonarli con quelli del castello di Udolfo, ch'erano però più antichi e straordinari. Considerò anche Dorotea che le accompagnava, e parea quasi tanto antica, quanto gli oggetti che la circondavano. Parve che la vecchia guardasse Emilia con interesse, ed anzi l'osservava con tanta attenzione, che appena intendeva quanto le dicevano.

Emilia, affacciatasi ad una finestra, volse gli sguardi sulla campagna, e vide con sorpresa molti oggetti, di cui conservava ancora la memoria: i campi, i boschi ed il ruscello che aveva traversati con Voisin una sera, dopo la morte di Sant'Aubert, nel tornare dal convento alla casa di quel buon vecchio. Riconobbe Blangy essere il castello che aveva scansato allora, e sul quale Voisin aveva tenuto discorsi così strani.

Sorpresa di tale scoperta, ed intimorita senza saperne il motivo, restò qualche tempo in silenzio, e rammentossi l'emozione di suo padre al trovarsi vicino a quella dimora. Anche la musica da lei sentita, e sulla quale Voisin le aveva fatto un racconto così ridicolo, le tornò allora in mente. Curiosa di saperne davvantaggio, domandò a Dorotea se si sentisse ancora musica a mezzanotte, e se ne conoscesse l'autore.

« Sì, signorina, » rispose la vecchia, « si sente tuttavia quella musica, ma non se ne conosce l'autore, ed io credo che non si saprà mai. Avvi qualcuno che indovina cos'è.

— Davvero! » sclamò Emilia; « e perchè non seguitano a far ricerche?

— Ah! signorina, abbiamo cercato anche troppo; ma chi può seguire uno spirito? »

Emilia sorrise, e rammentandosi quanto avesse recentemente sofferto per la superstizione, risolse di resistervi, benchè sentisse suo malgrado un certo timore mescolarsi alla curiosità. Bianca, che fin allora aveva ascoltato in silenzio, domandò cosa fosse questa musica, e da quanto tempo la si sentisse.

« Sempre, dopo la morte della nostra padrona, » rispose Dorotea. « Ma ciò non c'entra con quel che voleva dirvi.

— Diteci, ve ne prego, diteci tutto, » rispose Bianca. « Ho preso molto interesse a quel che mi hanno raccontato suor Concetta e suor Teresa in convento sulle apparizioni.