«Converrà licenziarla!—mormorò la zia, seccata dal tono freddo della nipote.

Di rossa, Lucia si fece smorta. «Come?… licenziare Adele, la sua antica bambinaia, che aveva conosciuto e voluto bene a la povera mamma!… una brava e onesta ragazza?… Licenziarla perchè amava ed era riamata?

«Ma… zia—disse, balbettando un poco,—ti ho sentita ieri parlare dell'amore fra la signorina Cromi e il tenente Poggi e ti intenerivi come di cosa nobile e gentile!

Zia Marta si dimenò su la seggiola mormorando: «quello è un altro par di maniche!

Un altro par di maniche?… E perché?… La signorina Cromi avrebbe sposato il tenente Poggi, come Adele avrebbe sposato il cocchiere!… E se non era disonesto l'amore fra una signorina ed un ufficiale, non lo doveva neppure essere quello fra due bravi giovani che lavoravano per vivere. Differenze, Lucia non ne vedeva. E zia Marta aveva troppo criterio per pensare che una persona giovine e affettuosa, per la ragione che aveva l'onore di servirla, dovesse rinunciare al proprio avvenire e soffocare il proprio sentimento. Parlare di licenziamento era cosa ingiusta e crudele. Ella stessa, Lucia, avrebbe fatto in maniera che Adele sposasse presto il cocchiere. Le voleva bene lei, la stimava; nessuno mai le avrebbe fatto del male; se la prendeva sotto la sua protezione, se la prendeva!

Qui Lucia, che aveva parlato un po' vibratamente, nauseata da quella ingiustizia, da quei pregiudizi, da quell'egoismo, s'inchinò con freddo rispetto dinanzi alle tre signore e uscì chiamando Adele ad alta voce.

Dopo un momento, zia Marta e le sue amiche videro al di là del tendone che l'aria sollevava, la signorina Lucia, che trotterellava spedita a la volta del centro della città, insieme con la cameriera.

«Ecco il frutto dell'educazione d'oggi!… lamentò la signora Marta.—Mio fratello che lascia fare; quella signora Lena che si è piaciuta di svegliare nell'anima, della sua allieva il fatale spirito dell'indipendenza e la forza di volontà, che si ribella a tutto e a tutti, e di nutrirla di certe teorie strambe, da vero fin de siècle.

La signora Aurora, con un sospirone, approvò le parole dell'amica.

E sua sorella gemette: «Il mondo s'è cambiato!… Dio sa che cosa ci si prepara!… Non c'è più sommissione, non c'è più rispetto, non c'è più differenza fra gente e gente!… Anche le persone per bene si danno al socialismo!