E riparò nell'affetto della morta.

In quel momento lo squillo del campanello annunciò visite.

«Le sorelle Zolli, per certo!—disse fra sè Lucia, con un senso di noia.

Ma dietro le due ombre, quella sera ce n'era un'altra; ed era quella d'un uomo.

Un guizzo di speranza attraversò il cuore della fanciulla; ma fu un rapido guizzo. La lampada pendente dal tettuccio della scala, illuminò, subito dopo le figure allampanate delle sorelle Zolli, la persona di Aldo Svarzi.

«Cosa viene a far qui così spesso da un poco in qua, quel biondone scipito?—si trovò a chiedersi Lucia, con un aggrottamento delle ciglia che traduceva l'apparire d'un dubbio fastidioso, in sè stessa.

Ma al senso fastidioso, rispose con indifferenza. Venisse! che cosa importava a lei?

Dal salotto, aperto a l'aria tepida di primavera, venivano le voci sommesse della zia, delle signore Zolli e del signor Svarzi; voci monotone, senza intonazione, senza varietà d'accento, da gente che parla per dire; che non dice per esprimere sentimenti e pensieri.

Entrò anche lei, chiamata dalla convenienza. Come di solito, fu accolta dal signor Aldo con atto e sorriso di piacere. Ella stese la mano che fu tosto serrata con effusione e s'inchinò davanti alle sorelle Zolli.

Prima che avesse il tempo di mettersi a sedere, la zia la pregò che facesse un po' di musica.