Naja Tripudians si legge con foga. Ecco stabilita la superiorità di questo romanzo femminile su tanti romanzi maschili che sono terribilmente noiosi....
Il Marzocco (Luigi Tonelli).
.... Qui abbiamo una scrittrice nel vero senso della parola, che concepisce con potenza d'intelletto, e s'esprime con una sicurezza ed efficacia mirabili. In Naja Tripudians riconosciamo l'autrice sorprendente de I divoratori, fosca di Circe, violenta e smagliante di Vae Victis: la creatrice d'immagini sfolgoranti, la coniatrice di frasi sintetiche e potenti, la calcolatrice sapiente d'effetti irresistibili.
È impossibile resistere al fascino di questa scrittrice interessante che quando pare abbandoni, ti riprende di colpo, e t'inchioda allo scrittoio, finchè hai letto l'ultima pagina.... che ti lascia scosso e turbato fin nell'intimo dell'anima.
Il Tempo (Nicola Moscardelli).
Qui tutto è logico, naturale, musicale: il racconto precipita verso la conclusione fatale, così, come quella notte precipitava verso l'alba. Con quale modestia di mezzi è descritta l'aria in cui vive la mondana!
Come leggermente si insinuano nell'anima delle due colombe i profumi e gli stordimenti emanati da quel mondo nuovo.... accennando appena un particolare, come una piccola fiammella che s'apre e chiude improvvisa, come se una musica sonnolenta impregnasse di sè tutta l'aria, scivolando, le immagini si precisano, emergono, si realizzano.
L'impressione che dà il libro è profonda e profondamente morale: è l'orrore del male, la nausea per il vizio, il ribrezzo per la impurità scandalosa delle città cosidette morali.
Nuova Antologia.
Tutto il romanzo è un potente contrasto tra l'innocenza più pura e la depravazione più abbietta. A pagine fresche come un riso di puerizia, seguono pagine torbide di una drammaticità che turba e commuove.