Aldo fece cenno di sì col capo, e continuò a suonare.
— E neppur tu, Aldo, puoi passare tutta la vita a dirmi che m'adori.
— Sì, sì, posso, — disse lui.
Nancy rise piano, e gli mise un bacio sulla manica della giacchetta.
Poi, a un tratto, uno strano senso la vinse, un senso di solitudine e di paura. Le parve di essere sola nel mondo, e piccola, e derelitta, con nessuno che avesse cura di lei. E Aldo le parve anche più debole e più derelitto di lei. Allora il terrore dell'Infinito piombò sulla sua anima.
Aldo frattanto cantava, soave e sommesso, con la testa china in avanti e i foschi capelli spioventi sulla fronte. All'improvviso Nancy pensò quanto sarebbe meglio essere chiusa, al sicuro, in una grande stanza chiara, con molti libri e un calamaio; e sapere che fuori, tra lei e il mondo, tra lei e l'oscurità, tra lei e il vuoto che la sgomentava, si tenesse una sentinella, forte e sicura, con un fucile a tracolla...
— Ah! il baluardo! — pensò lei; e la gagliarda figura dell'inglese dalle larghe spalle, dagli occhi chiari e calmi, le si riaffacciò alla mente. Poi disse: — Il lavoro sarà il mio baluardo.
E andò in camera sua a prendere la penna d'avorio.