— Oh Dio! — fece lei, trasalendo. — Ma ti pare che ci sia qualche cosa di grave?
— Di gravissimo, — disse Nino. — Probabilmente a quest'ora metà delle tue quarantamila lire sono sfumate.
— Non ne aveva che diciotto, — disse Nancy, con un lampo di malizia negli occhi chiari.
— Meglio così, — disse Nino. — Ma ad ogni modo farai bene di andarlo a prendere.
Nancy si sentì molto agitata e anche lieta. La piccola vedrebbe il Mediterraneo! Valeria... la nonna! sarebbe venuta anche lei, ben inteso...
— No, cara; impossibile, — disse questa. — Ho promesso alla zia Carlotta di aiutarla nel suo ricevimento domani sera. Ma ti accompagnerò per un tratto di strada. Fino ad Alessandria o a Genova.
— Ma tu, Nino, — disse Nancy, volgendosi a lui, — tu potresti pur accompagnarmi, non è vero?
— Oh sì! — esclamò Nino. Poi disse subito di no; gliene spiaceva tanto, ma non poteva abbandonare lo studio di Carlo. — D'altronde, — soggiunse, — t'intenderai meglio con Aldo senza di me.
La mattina seguente Nino era alla stazione per vederle partire. Valeria portava in braccio Anne-Marie; e Nancy le camminava a fianco, e pareva la sorella maggiore del béby. Non avevano altro bagaglio che una piccola valigia, poichè Valeria ritornava a Milano quel pomeriggio stesso, e Nancy era certa che anche lei vi tornerebbe con Aldo il giorno seguente.
Nino salì nel vagone a trovar due buoni posti; poi ridiscese, e stette davanti allo sportello, guardando su, verso di loro, con quell'espressione vuota, quel mezzo sorriso vacuo ed indeterminato che tutti hanno davanti al treno in partenza, quando gli addii sono fatti e il treno non si muove ancora.