Aldo gesticolava colle lunghe mani, allargando i gomiti e rialzando le spalle. Nancy lo osservava fredda e ostile.

— Pare un ostricaro di Santa Lucia, — disse fra sè. — Come mai ho potuto delirare per la sua bellezza?

Poi, scorgendo nel giardino Anne-Marie che baciava la bambola della Condamine, gli perdonò.

— ... quando tu perdi, — proseguiva Aldo, — tu corri dietro ai tuoi denari, raddoppi, triplichi, perdi la testa... ed ecco « la debâcle »! Mentre invece, quando si guadagna, si è sempre tutta prudenza e cautela; si gioca un luigi alla volta, e quando si ha vinto cento franchi si esce, dicendo: Ecco, per oggi basta!... Ebbene, lì sta l'errore! Bisogna continuare, bisogna rincorrere la vena, « doubler la mise gagnante »...

— Hai parlato abbastanza di tutto ciò, — interruppe Nancy. — Voglio sentire il resto.

— Eh, come mi aggredisci! — disse Aldo imbronciato. — Il resto è semplicemente questo: quel buon volatile occidentale... — E qui Aldo ebbe un nuovo accesso di solitaria ilarità. Quando si fu calmato sotto l'occhio gelido di Nancy, continuò: — Dunque quella, ieri sera, mi prometteva appunto di prestarmi i denari necessarii, quando sei capitata tu! E sai pure come sono le donne!... Per loro « la famiglia » è sempre una cosa insopportabile.

Nancy, immobile, lo guardava.

— Non so cos'hai da guardarmi così! — disse lui. — Mi vuoi mettere di cattivo umore?

Nancy si alzò.

— C'è un treno per Milano alla una, — disse. — Lo prenderemo.