Aprile portò alla bambina un piccolo dente.
Maggio gliene portò un altro, e le increspò sulla nuca i fini capelli.
Giugno le tolse i bavaglini e le diede un sorriso a fossette, copiato da quello di Valeria.
Luglio le mise sulle labbra una parola o due.
Agosto la piantò dritta ed esultante, con le spalle al muro; e Settembre la mandò coi piedini barcollanti a cadere nelle braccia tese della mamma.
I suoi nomi erano Giovanna Desiderata Felicita.
— Non posso tenere a mente tutti quei nomi, — disse il nonno. — Chiamatelo Tom.
— Ma nonno, è una bambina! — disse Edith.
— Lo so bene. Me l'hai già detto, mi pare, — disse il vecchio un po' stizzito.
Da che v'era tanto chiasso in casa egli era diventato impaziente ed irritabile.