— Già, — disse con aria un po' sognante Mrs Doyle.
Mrs Doyle pensava. Pensava, intensamente e seriamente, a una cosa che le aveva detto sua figlia quella mattina stessa. Improvvisamente si alzò e li salutò.
Permise ad Aldo di aiutarla a mettere il lungo mantello turchese, e di cercarle i guanti, e di andarle a prendere una vettura. Rimasta sola con Nancy ella fece il gesto di aprire la sua borsetta di maglia d'oro; poi, vedendo l'espressione degli occhi di Nancy, desistette. E, invece, la baciò.
Quando fu in carrozza, si sporse dal finestrino e agitò in segno di saluto ad Aldo la grassa mano inguantata di bianco.
— Addio, Apollo!...
Aldo, a capo scoperto, ritto e deferente sul marciapiede, le fece un profondo inchino. La carrozza partì, portando verso le strade dai numeri alti Mrs Doyle, colle sue riflessioni e le sue idee eleganti. Quando la vettura svoltò nella 66.ma Strada, la signora mormorava tra sè e sè:
— Quell'Apollo è ciò che ci vuole per Bertie. E' precisamente ciò che ci vuole per mettere a posto Bertie. Elegante idea! Come sarà contenta la mia povera Marge!.. Il conte Della Rocca! Ma è quel che Dio fece per mettere a posto Bertie!...
Bertie non era a posto, se la propria casa, a mezzanotte, può dirsi il posto di un marito.
C'era sua moglie — Marge, la figlia di Mrs Doyle — sola e piccola e severa in mezzo allo sfarzo dell'immenso salone. Leggeva; ma chiuse il libro e strinse le labbra udendo aprire la porta di casa. Dei passi, smorzati dal tappeto, salivano le scale; ma non erano gli insubordinati passi del suo marito, Bertie. Marjorie riconobbe l'indulgente fruscìo delle vesti materne, che lentamente salivano e s'avvicinavano. La moglie di Bertie si alzò e mosse incontro a Mrs Doyle.
— Mammà! a quest'ora? Che cosa è stato?